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Italiani e farmaci: gli antidepressivi i medicinali più consumati

Italiani e farmaci: gli antidepressivi i medicinali più consumati

16 Ottobre 2018

Quando si sente parlare di antidepressivi o ansiolitici si pensa subito a patologie gravi legati alla psiche. Non è sempre cosi.

Questo tipo di medicinale, infatti, ha un uso molto più comune di quanto si pensi e, in Italia, è una delle tipologie di farmaco più utilizzata. Nel 2017 le benzodiazepine, un particolare tipo di psicofarmaci, hanno rappresentato la prima voce di spesa fra i medicinali a carico del cittadino, raggiungendo circa 348 milioni di euro spesi.

Il consumo di questi farmaci è in continua crescita e, sempre più spesso, vengono prescritti anche per disturbi come ansia e insonnia.

Secondo l'ultimo rapporto stilato dall'Osmed di AIFA, infatti, è emerso come, questi medicinali, vengano utilizzati con tre diverse funzioni: ansiolitica, ipnotica e sedativa.

Da nord a sud: dove si consumano più antidepressivi

Interessante da notare è che, il maggior consumo di benzodiazepine, in termini di dosi assunte, sia concentrato nelle regioni del Nord, in particolare in Liguria, Piemonte e Veneto. Il Centro e il Sud del nostro Paese, invece, hanno una percentuale inferiore alla media nazionale.

Secondo uno studio condotto dall'Istat già nel 2015, inoltre, è emerso come le categorie più colpite siano le persone inattive e disoccupate tra i 35 e i 64 anni, più soggetti a stati di depressione o ansia cronica, rispetto ai coetanei occupati. In ogni caso, i dati raccolti dalle diverse ricerche in materia mettono in luce quanto l'utilizzo di antidepressivi e farmaci che controllano l'ansia o la depressione sia estremamente diffusa sull’intero territorio.

In caso di necessità, quindi, previo consulto medico, è importante rivolgersi sempre al proprio farmacista di fiducia, che saprà indicarvi la soluzione migliore per gestire il vostro problema.
Forfora: i migliori rimedi

Forfora: i migliori rimedi

13 Ottobre 2018

Avete bandito dal vostro guardaroba i capi spalla di colore scuro, per evitare situazioni imbarazzanti legate all’accumulo di forfora?

Dite basta alle preoccupazioni e riscoprite il piacere di sfoggiare una chioma luminosa e purificata.

Ecco qualche consiglio per liberarvi dall’incubo della forfora.

Da cosa è causata la forfora?

Alla base della forfora si nascondono numerosi fattori scatenanti.

La patologia può originarsi da un’irregolare rigenerazione delle cellule del cuoio capelluto, che si rinnovano troppo velocemente, oppure da un eccesso di sebo nella cute.

O ancora: la forfora può essere la conseguenza di squilibri ormonali, di situazioni di stress o semplicemente può essere la reazione visibile di una pelle estremamente secca ed irritata.

Come eliminare la forfora?

Buone notizie: la forfora si può eliminare!

In farmacia esistono numerosi trattamenti antiforfora, specifici per ogni tipo di cuoio capelluto e mirati a risolvere le diverse cause alla base della fastidiosa patologia.

Il primo passo è quello di partire da un’igiene corretta: la forfora, che spesso si origina da un’igiene scarsa o – al contrario – dall’utilizzo di prodotti troppo aggressivi, ha bisogno di delicatezza. Chiedete consiglio al farmacista sul prodotto più adatto a voi, scegliendo tra i tanti shampoo che regolano la produzione di sebo, proteggono il cuoio capelluto irritato e lo lasciano idratato, lenito e libero da impurità.

Per un’azione urto, poi, potete affiancare all’utilizzo dello shampoo antiforfora delle specifiche lozioni, in formulazione liquida o spray. Indicati per eliminare il prurito, questi prodotti svolgono una spiccata azione lenitiva e purificante, efficace contro l’accumulo di sebo e le infiammazioni cutanee.

Grazie all’utilizzo combinato di questi prodotti, non solo potrete contrastare efficacemente la forfora, ma sarà più facile anche prevenirne la comparsa.

Addio forfora: benvenuta chioma lucente!

Neonato con il raffreddore? Provate i lavaggi nasali

Neonato con il raffreddore? Provate i lavaggi nasali

11 Ottobre 2018

Sarà l’asilo nido, sarà il calo repentino di temperatura, saranno le difese immunitarie ancora poco sviluppate: qualsiasi sia la causa scatenante, il vostro piccolo da qualche giorno ha le vie respiratorie intasate.

Fatica a respirare, ha il naso gocciolante ed è irritabile, soprattutto di notte e durante le poppate.

Il motivo? Nei primi mesi di vita i neonati respirano quasi esclusivamente dal naso ed un’ostruzione di questo canale può farli sentire soffocati.

Se il vostro bambino ha il raffreddore, quindi, aiutatelo a liberare le vie nasali con lavaggi specifici: un toccasana soprattutto per i neonati che non sanno ancora soffiare il naso.

Come fare? Ecco qualche indicazione.

Lavaggi nasali per neonati: cosa occorre e come si fanno

Eseguire in casa i lavaggi nasali è facilissimo.

Tutto quello che vi serve è un liquido neutro, delicato e purificante, come la soluzione fisiologica, l’acqua di mare sterilizzata o un’acqua termale.

Comode da acquistare in farmacia, queste soluzioni sono disponibili in diversi formati, dai più voluminosi – utilizzabili con l’aiuto di siringhe senza ago - alle fialette monodose per un utilizzo usa e getta.

Portate la soluzione liquida ad una temperatura ambiente, avendo cura che non sia calda, e poi spruzzate il liquido all’interno di una cavità nasale del neonato.

Esercitate una discreta pressione al liquido, così che entri velocemente e sia più energico nel rimuovere il muco che ostruisce le vie aeree.

Grazie ai lavaggi potrete eliminare il muco, il catarro e le piccole croste dal naso oltre che ripulire le cavità interne da fattori irritanti, come batteri o allergeni.

Bastano pochi secondi per liberare il naso del neonato e per aiutarlo a respirare meglio!

Olio di tea tree: previene e cura l’herpes labiale

Olio di tea tree: previene e cura l’herpes labiale

09 Ottobre 2018

L’influenza e la congestione delle vie respiratorie non sono l’unico malanno di stagione: in autunno quando le difese immunitarie si abbassano, non è raro veder comparire sulle labbra il tanto odiato herpes.

Si tratta di una “febbre” che si manifesta spesso sulla bocca – talvolta anche su altre zone del viso – e che è causata dall’azione del virus dell’herpes simplex. Un agente virale nocivo che si introduce all’interno del nostro organismo e che può rimanere silente a lungo, per poi manifestarsi avvantaggiandosi di difese immunitarie deboli.

Come prevenire e curare l’herpes? Con l’olio di tea tree!

Non esiste una soluzione definitiva per debellare l’herpes: è possibile, però, bloccarlo efficacemente agendo sui primi sintomi con medicinali antivirali, oppure con rimedi naturali disponibili in farmacia.

Come l’olio di tea tree, o olio essenziale di melaleuca: un rimedio antico ancora oggi molto diffuso e dall’efficacia riconosciuta.

Questo olio essenziale gode di grandi proprietà antibatteriche ed antivirali e viene utilizzato spesso per trattare l’herpes labiale sin dai primi sintomi, così da limitare la comparsa delle vescicole.

Se invece non avete agito in tempo e l’herpes si è già esteso, niente paura: applicando l’olio di tea tree potrete disinfettare la parte ed accelerare la cicatrizzazione.

Attenzione, però, perché l’olio di tea tree può provocare bruciore: per questo, se l’infezione è ormai estesa, abbiate cura di applicarlo delicatamente con piccoli tocchi aiutati da un batuffolo di cotone, e se serve diluitelo con dell’olio di oliva.

Un olio, quello di tea tree, molto versatile: oltre alla sua efficacia per prevenire e curare l’herpes può essere impiegato per trattare prurito e punture di insetti.

Dove trovarlo? Semplice: in farmacia, disponibile in comode boccette.
Asma? Un test di funzionalità polmonare ricorsivo è sempre consigliato

Asma? Un test di funzionalità polmonare ricorsivo è sempre consigliato

06 Ottobre 2018

Senso di soffocamento, fiato corto, costrizione toracica. Chi di voi ha sofferto almeno una volta di questi sintomi si sarà sentito diagnosticare la stessa patologia, parliamo dell'asma.

Questo disturbo, di fatto, è un'infiammazione cronica delle vie aeree, che si manifesta con i sintomi sopra descritti e che può variare di intensità nel corso del tempo.

Quello che non molti sanno, però, è che queste reazioni del corpo non dipendono solo dall'asma ma possono essere causate da altre malattie, anche gravi, come le sindromi ansiose, le patologie cardiache o il restringimento della laringe.

Asma: serve un test per valutare il vostro respiro

Da un recente studio è emerso come, in un terzo dei pazienti, su un campione di circa 600 persone dichiarate asmatiche, la malattia sia sparita nel corso degli anni. Non è chiaro, però, se questo sia dovuto ad un reale miglioramento nel tempo o a causa di una scorretta diagnosi iniziale. Capita, infatti, che i pazienti vengano dichiarati affetti da questo disturbo solo in base ai sintomi riscontrati ma senza aver effettuato dei test mirati.

Per essere certi della patologia, quindi, è necessario sottoporsi a specifici esami che vanno ripetuti periodicamente.

Come? Una diagnosi accurata si basa su un test di funzionalità polmonare che, misurando la quantità d’aria che i polmoni possono contenere, l’entità e la rapidità dell’espirazione, è in grado di capire esattamente se si è soggetti a tendenza asmatica.

In questo caso rivolgetevi sempre al vostro medico di fiducia e al farmacista, che sono in grado di indicarvi le cure migliori per gestire questo disturbo in maniera ottimale, limitandone gli effetti.

Tumore alla prostata: arriva un nuovo test per la prevenzione

Tumore alla prostata: arriva un nuovo test per la prevenzione

04 Ottobre 2018

Quando si parla di tumori, non si può fare a meno di pensare a quanto sia importante la prevenzione. L'esito della malattia, infatti, è strettamente collegato alla tempestività della diagnosi e, spesso, è proprio la mancanza di quest'ultima a peggiorarne il decorso.

Come per tante altre patologie meno gravi, anche il cancro, se individuato in tempo, può essere curato.

A questo proposito, la scienza è sempre attiva nella ricerca di nuove soluzioni e per fortuna le buone notizie non mancano.

Esami del sangue e prevenzione

Nei mesi scorsi, per esempio, è stato sperimentato un nuovo test atto a prevenire il tumore alla prostata. Si tratta di un esame del sangue, più preciso del tradizionale Psa fin'ora utilizzato per l'individuazione di malattie legate a questo organo maschile.

L'esame, raccogliendo le proteine ​​alterate dalla malattia, ne evidenzia i cambiamenti della struttura molecolare associati alla presenza di un tumore. In questo modo, se confermato, si andrebbe a ridurre sensibilmente il numero di biopsie praticate, evitando anche i tipici effetti collaterali ad essa collegati, come dolore, sanguinamento e il rischio di infezioni.

Le ricerche sulla sua efficacia sono state condotte su un campione di 384 uomini. Di questi, circa il 47% non ha dovuto sottoporsi a successive biopsie, solitamente necessarie dopo il test del Psa.

Anche se il numero di pazienti esaminati è ancora troppo basso, i risultati ottenuti fanno ben sperare per il futuro. Si tratta, infatti, di una vera e propria svolta della diagnostica e un netto miglioramento della capacità del personale medico di prevedere, con precisione, la presenza di tumori di grado elevato negli uomini a rischio.

Test per la celiachia: scopri la tua allergia in farmacia

Test per la celiachia: scopri la tua allergia in farmacia

02 Ottobre 2018

Pratici, veloci e semplici da utilizzare. Stiamo parlando dei test di autodiagnosi acquistabili in farmacia.

Grazie a questi kit "fai da te" è possibile verificare, autonomamente, se si è soggetti a varie patologie come le infezioni alle vie urinarie, i valori della glicemia o anche la celiachia.

Celiachia? Scoprilo con un test

Quest'ultima è una malattia autoimmune provocata dal glutine presente in alcuni cereali, come il frumento, la segale, il farro e l’orzo e che, ad oggi, colpisce circa l'1% della popolazione. Di fatto, è un'infiammazione cronica dell'intestino tenue che, danneggiandosi, non riesce più ad assimilare e metabolizzare le sostanze nutritive presenti in questi alimenti.

I sintomi che ne conseguono sono diversi e vanno dalla diarrea al gonfiore e dolore addominale, fino alla nausea e vomito. Ma non solo. Spesso si può manifestare anche con la perdita di peso, anemia e osteoporosi.

Oltre alla valutazione dei sintomi è importante effettuare dei test specifici per la diagnosi di questa patologia. In farmacia si possono trovare dei comodi kit di autovalutazione che si basano sull'analisi di sangue o saliva a seconda della tipologia e che, individuando la presenza di anticorpi anti-transglutaminasi nel corpo, indicano l'allergia o l’intolleranza al glutine.

Questi test richiedono pochi minuti e forniscono una prima valida analisi per capire se si è o meno affetti dalla malattia. Importante, poi, è rivolgersi ai medici competenti per accertamenti mirati e per una corretta gestione del problema. I kit forniti possono essere utilizzati in autonomia o, meglio, con l'aiuto del vostro farmacista di fiducia, che saprà anche fornirvi tutte le informazioni di cui necessitate.

I principali farmaci da conservare in frigo

I principali farmaci da conservare in frigo

29 Settembre 2018

Chi fa uso di medicinali, almeno una volta nella vita, si è posto questa domanda. Dove vanno conservati?

Che sia per la cura di un semplice raffreddore o per il trattamento di patologie più gravi, ogni farmaco ha la sua formulazione e, quindi, delle modalità di conservazione ben precise.

Per alcuni medicinali, sarà sufficiente riporli in ambienti lontani dalla luce o da fonti di calore dirette, per altri, invece, è necessario seguire qualche accorgimento in più, per esempio, mettendoli in frigorifero.

Importante, in ogni caso, è leggere bene il foglietto illustrativo e le indicazioni riportate sulla confezione.

Farmaci in frigorifero: come e quali

Ma vediamo insieme quali sono i farmaci che devono essere conservati in frigo per non perdere la loro efficacia e non danneggiare il nostro organismo.

I più comuni sono:

  • l'insulina;
  • alcuni colliri;
  • i vaccini iniettabili;
  • gli interferoni;
  • l'eritropoietina;
  • l'ormone della crescita.

Riporli in frigorifero, però, non è sufficiente a garantirgli un corretto stato di conservazione. Per farlo è necessario seguire qualche piccola regola aggiuntiva:

  • teneteli separati dagli alimenti, meglio se in un apposito contenitore;
  • non congelateli;
  • trasportateli utilizzando sempre delle borse termiche con ghiaccio sintetico;
  • evitate gli sbalzi di temperatura.

Nel caso in cui dovessero esserci guasti al frigorifero o un interruzione prolungata dell'energia elettrica è importante consultare il personale medico specializzato ed evitare iniziative personali come gettare il medicinale o utilizzarlo ugualmente. Il vostro farmacista di fiducia sarà in grado di fornirvi tutte le informazioni necessarie sulle caratteristiche dei vari prodotti e la loro possibilità di impiego.

Antidepressivi, la loro efficace supera il 60%

Antidepressivi, la loro efficace supera il 60%

25 Settembre 2018

Che l'utilizzo di antidepressivi e psicofarmaci sia oggetto di dibattito è cosa nota. La domanda che ci si pone è sempre la stessa, sono efficaci oppure no?

A cercare di fare chiarezza ci ha pensato il New York Times, pubblicando un articolo sulla base di una ricerca effettuata da un gruppo di studiosi in materia.

Nello studio sono stati presi in considerazione 21 antidepressivi, mettendoli a confronto con sostanze placebo. Il risultato ottenuto ha dimostrato come l'utilizzo dei farmaci sia più efficace rispetto all'impiego delle sostanze di fatto prive di principi attivi specifici. Gli effetti collegati all'uso di antidepressivi variano a seconda della persona a cui vengono somministrati, ma in linea generale, nel 60% dei casi esaminati, il loro utilizzo ha portato dei benefici.

Antidepressivi: sono sempre efficaci?

Quello che è emerso, però, è un dato piuttosto modesto. Se si considera che, in base al campione di pazienti testati, il 40% delle persone hanno ottenuto benefici simili a quelli degli antidepressivi grazie ai placebo, si può notare come la differenza tra le due percentuali non sia cosi elevata.

I dibattiti sull'impiego di questi medicinali e di terapie farmacologiche in caso di malattie mentali, dura da anni ed è da sempre condizionato da questioni ideologiche. Resta il fatto, però, che la depressione sia la prima causa di disabilità nel mondo e, se non curata, rappresenti un problema enorme sia per i pazienti che per la società intera.

Per questo è fondamentale curarla. Compito del personale specializzato è quello di scegliere la terapia migliore che si adatti nel modo più opportuno alle caratteristiche ed esigenze di ogni paziente.

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